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ACAF - Varie/Other/DSC 4662

ACAF - Associazione Catanese Amatori Fotografia

 
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pulux23  [08 āļāļ„., 2009 āļ—āļĩāđˆ 11:30 ]
Bellissima immagine, molto intensa ed emozionante, buon uso di luci ed ombre, sei riuscita a cogliere un momento molto particolare e la figura in sfocato che si vede in fondo completa il tutto... bravissima!!!!!!!!
Auro  [09 āļāļ„., 2009 āļ—āļĩāđˆ 08:52 ]
complimenti davvero uno scatto molto suggestivo.mi piace tantissimo la luce ke entra e ke tu hai saputo cogliere e giostrare benissimo!...se volessi andare un po' oltre con l'immaginazione potrei dire di vedere nello sfocato i pensieri e l'interpretazione di cio' ke il personaggio principale sta leggendo!ancora complimenti!..ssciaoo!
Licia  [10 āļāļ„., 2009 āļ—āļĩāđˆ 11:35 ]
Questa foto ha diversi elementi che la rendono davvero una bella immagine. Primo tra tutti la luce che illumina le giuste zone d'ombra;la composizione ÃĻ ben studiata; infine il bn azzeccato e molto piacevole!Unico neo, a mio avviso, ÃĻ il micromosso sull'uomo che legge, ma ÃĻ davvero una minuzia che non disturba piÃđ di tanto nel complesso della foto!Complimenti davvero!
purenergia  [10 āļāļ„., 2009 āļ—āļĩāđˆ 06:19 ]
grazie...devo dire che uscire a fare una passeggiata in buona compagnia della macchina fotografica ispira a cogliere scene quotidiane a volte non prese in considerazione, invece si osserva di piu' quasi una consapevolezza del proproprio presente, che purtroppo spesso viviamo in modo automatico. non amo molto la post produzione nel senso che preferisco intervenire su uno scatto meno possibile, per cui il b/n piacevole ÃĻ stato ottenuto facilmente per il gioco della luce che entra dai portici. per il micro mosso devo ancora "stabilizzare" la mano...
Mont  [01 āļĄāļ., 2011 āļ—āļĩāđˆ 04:58 ]
Anche per me la foto in questione risulta un bellissimo scatto di scena quotidiana, quindi complimenti all’autrice. Riguardo invece i commenti vorrei esprimere dei pareri personaliâ€Ķâ€Ķ.spero costruttivi e non polemici.
Premesso, come specifica l’autrice, che si tratta di una scena occasionale e non di un set, trovo improprio dire “uso di luci ed ombre”â€Ķâ€Ķâ€Ķâ€Ķche abbia colto un momento particolare Ok, la scena era quella, con quel dosaggio visivoâ€Ķâ€Ķâ€Ķchi ha scattato ha solo messo a fuoco puntando, immagino, l’enigmisticaâ€Ķâ€Ķâ€Ķstabilendo diaframma e tempo consoni e volendo ha potuto decidere una leggera sovraesposizioneâ€Ķâ€Ķ..ecco tuttoâ€Ķ..lo sfocato sullo sfondoâ€Ķâ€Ķ..poi viene da se.
Riguardo l’interpretazione del secondo commento ÃĻ, per me, una personalissima visione di qualcosa che non ÃĻ cosÃŽ e, comunque sia, un’interpretazione a posteriori di chi ha fruito quest’immagine. Chi scatta non ha il tempo di premeditare un’interpretazione a differenza di chi dipinge. Chi scatta ha solo la consapevolezza di trovarsi in un momento particolare che vorrebbe ritrarre ed ha solo il tempo di “trattenere il respiro quando tutte le nostre facoltà convergono per captare la realtà fugace”(H.C.Bresson). Diverso invece ÃĻ l’intento di un reportage che vuole raccontare qualcosa. Quindi andare oltre con l’immaginazione su qualcosa che non ÃĻ stato voluto, ÃĻ qualcosa che pregiudica il semplice messaggio visivo di un’immagine. Una foto dà solo delle sensazioni e non congetture. Volendo poi andare nel dettaglioâ€Ķâ€Ķ..il soggetto ritratto non ispira poi cosÃŽ tanta profonda lettura di memorie, impugna anche una penna, quindi si evince che stia compilando un cruciverba.
Terzo commento: anche qui l’affermazione “composizione ben studiata”â€Ķâ€Ķ.non ÃĻ un set e l’autrice non ha studiato niente, il suo occhio ha inquadrato una scena fotograficamente allettante. E poi “â€Ķ.la luce che illumina le giuste zone d’ombra”â€Ķâ€Ķ..in questa frase mi perdoâ€Ķâ€Ķ..poetica da diarietto che disorientaâ€Ķâ€Ķ.ÃĻ vero che se non ci fosse luce sarebbe tutto un ombra buia, ma in fotografia c’ÃĻ la luce, c’ÃĻ l’ombra e le zone intermedie, tutte al loro posto ben distinte, a secondo dello scatto. Chi siamo noi per stabilire i giusti contorni dove la luce deve battere? Dire invece che questa foto ha una “buona luce” lascerebbe intendere il gradevole contrasto tra luci e ombre, in un modo, se pur ovvio e ripetuto, semplice e chiaro.
Infine il micro mosso sull’uomo che legge: in tecnica fotografica per evitare micro mosso, funziona spesso la regola di tenere tempi di esposizione quasi pari al doppio della focale in uso, ma per appassionati come me, molto spesso ce ne dimentichiamo l’utilizzo. Mettendo da parte la tecnica, un paio di anni fa, quando ho avuto i primi confronti fotografici, in occasione di letture portfolio, di una critica nei miei confronti, fatta dall’eminente Maurizio Galimberti, ne faccio tesoro di crescita. Gli scatti che avevo proposto risultavano troppo perfetti, molto curati nella composizione e nella post-produzione, insomma troppo da cartolina, e mi disse quindi tali testuali parole “la fotografia ÃĻ soprattutto imperfezione e ricerca della poesia”. Ebbene da allora, dopo attente valutazioni, non butto via neanche un mosso, cosa che prima facevo impietosamente. Quello che voglio dire quindi ÃĻ che prima creavo degli ostacoli visivi alla mia percezione, mentre adesso il micro mosso, il mosso, non pregiudicano la mia valutazione di un’immagine in quanto fanno parte della genetica fotografica e poi non tutti possiamo disporre o vogliamo disporre di attrezzature da paura. Il digitale, poi, tende a restituire sempre un micro mosso di base attenuabile con un po’ di maschera di contrasto (in Photoshop) che, se ben dosata, sistema queste piccole imperfezioni.
Insomma, secondo me, dopo una passeggiata tra le vie di una città in compagnia del tuo attrezzo, hai tirato fuori uno scatto dalla buona luce complessiva, in leggero micromosssoâ€Ķâ€Ķ.ma con tanta poesia.
Barbera  [02 āļĄāļ., 2011 āļ—āļĩāđˆ 01:29 ]
mmm...a rileggere le tue parole mi sembra cha alla fine passi il messaggio e l' impressione che affidi la riuscita di una buona fotografia troppo al caso fortuito, alla botta di c..... e non ÃĻ cosÃŽ. Lo sfocato non viene da se...le luci e le ombre si USANO nel momento in cui ci sono già , ma le disponi a formare una sequenza ritmica... parli di poesia complessiva nella foto ma la distruggi parlando di un " semplice cruciverba" , come fosse un gesto meccanico e l' uso di una penna fosse legato solo a questo e ci levi la voglia di immaginare altre soluzioni. Insomma secondo me svilisci alla grande il "mestiere " del fotografo, la sua sensibilità, il suo occhio; la scena non era solo " quella", come dici tu, ma tante di piÃđ, e ognuno di noi l' avrebbe realizzata in maniera diversa, anche a pochi cm l' uno dall' altro. Le scene "allettanti" non tutti sanno riconoscerle, non sono dati oggettivi che si manifestano a tutti , come non ÃĻ oggettivo il dato della nostra capacità di guardare e di non vedere quello che abbiamo davanti. Capisco che col digitale si ÃĻ persa la percezione della bravura artigianale del fotografo, in quanto tutto sembra piÃđ facile da realizzare..".le cose stanno li , se hai l' attrezzatura giusta e photoshop puoi realizzarlo", ma non ÃĻ cosÃŽ !!! Citi spesso HCB e quindi sai che dietro tutto ci sta il cuore allineato con l' occhio: anche in una scena del quotidiano, l' essere li al momento giusto, il saper esporre, il saper aspettare la luce e le ombre ( e questo significa usarle) , il saper instaurare un contatto con il soggetto che riprendi, il taglio, la post, non sono eventi statici che chiunque puÃē percepire: secondo me bisogna sempre valorizzare la creatività e l' unicità : odio la frase che troppo spesso sento ripetere: " ah sta foto l' avrei potuta fare anch'io "...e io nella mia testa dico..." si ma non l' hai fatta tu!". Senza polemica. Ciao.
Mont  [03 āļĄāļ., 2011 āļ—āļĩāđˆ 01:56 ]
Grazie Barbera per il tuo intervento, ÃĻ un piacere per me stuzzicare interesse ed opinioni.
Purtroppo con l’era digitale la qualità del fotografo ÃĻ sicuramente scemata a vantaggio della quantità di scatti e di possibilità di ottenere una buona fotografiaâ€Ķâ€Ķâ€Ķe questo ÃĻ innegabile. Senz’altro chi lavora in analogico dimostra conoscenza del “mestiere” ed induce “riverenza” in chi fruisce tali immagini o almeno questo ÃĻ quello che provo io.
Ritengo punto di partenza del mio concetto fotografico la distinzione fondamentale dei contesti di ripresa. Tale distinzione, trasmessa dai grandi fotografi del passato e dagli affermati di oggi, determina diverse tipologie di fotografia come giusto che sia: la fotografia da set, dove il fotografo ÃĻ regista, dosatore di luci e ombre, il reportage, dove il fotografo ÃĻ cacciatore di cronaca, il naturalista, dove il fotografo sa aspettare come un pescatore di riva, il paesaggista, che ritorna sullo stesso luogo ad orari di luce diversaâ€Ķâ€Ķâ€Ķ.e poi sua eccellenza “il colpo d’occhio” in cui si coglie “l’attimo fuggente”, quell’attimo che non tutti sanno vedere, quell’attimo in cui, secondo me, maestro o dilettante che tu sia, hai bisogno di una buona dose di fortuna piÃđ che esperienzaâ€Ķâ€Ķâ€Ķ.ciÃē non significa che per me l’esperienza non sia importante (piÃđ esperienza hai piÃđ veloce sei a realizzare)â€Ķâ€Ķ..ma in quel poco tempo che si ha, l’unica cosa a cui si pensa ÃĻ il settaggio della macchina e la speranza che il soggetto non vada viaâ€Ķâ€Ķâ€Ķâ€Ķ.sfido chiunque a provare che in quegli attimi si possa pensare ad altro e, come in questo caso, a sfocare il soggetto sullo sfondo. Le luci e le ombre che sono in scena vengono “RILEVATE”(prima dall’occhio, poi dal sensore) e non “disposte a formare una sequenza ritmica”â€Ķâ€Ķâ€Ķâ€Ķ.questa tua frase non la capiscoâ€Ķâ€Ķ..la posso accettare in fase di analisi oggettiva della foto, ma non in fase di percezione e scatto. Il nocciolo della questione ÃĻ fondamentalmente quello di capire che fare fotografia ÃĻ “scrittura di luce” e non “scrivere con la luce”â€Ķâ€Ķ..ÃĻ la luce che delinea le coseâ€Ķâ€Ķ.noi le rileviamo in base alle nostre capacità e sensibilità. Diverso, invece, il concetto di fare fotografia da set, dove si ha una certa manipolazione della luce e quindi si puÃē creare un effetto desiderato.
Riguardo il cruciverba, il mio occhio rileva quell’oggetto e non ritengo di distruggere la poesia della foto in quanto gli oggetti in gioco sono quelli, non capisco il perchÃĐ si deve alterare la realtà o immaginare altroâ€Ķâ€Ķ.poi magarÃŽ sarà stato un poemetto, e qui, forse, ci darà risposta piÃđ sicura l’autrice, se vorrà,â€Ķâ€Ķâ€Ķ.comunque se poesia esprime questo scatto non penso dipenda dal brogliaccio in mano del soggetto.
Discutibile anche l’affermazione che fai “â€Ķ..ma tante di piÃđ, ognuno di noi l’avrebbe realizzata in maniera diversa, anche a pochi cm â€Ķâ€Ķ”, ÃĻ sicuro che di sfuggita la scena avrebbe potuto interessare solo alcuni e ad altri no, e questo dipende effettivamente dalla sensibilità di ognuno di noi, ma se in un gruppo di persone, tipo workshop, avessimo inquadrato la stessa scena, sarebbero venute fuori un pugno di foto simili con leggere differenze di angolazioneâ€Ķâ€Ķâ€Ķâ€Ķ..poi a secondo della fantasia, qualcuno avrebbe potuto realizzare uno sfocato, uno zoommato, un mosso volontarioâ€Ķâ€Ķ.non so a quale gran differenza fai riferimento.
Proprio perchÃĐ dietro ogni scatto ci sta il cuore sostengo che in scatti come questo, e sottolineo come questo (street life) ÃĻ piÃđ l’istinto che viene fuori e non l’accademia, l’adrenalina ti porta una leggera sudorazione ai polpastrelli, poi lo scatto che, se ben riuscito sarà l’ennesimo soddisfacente tassello che costruisce il tuo percorsoâ€Ķâ€Ķâ€Ķ il resto ÃĻ puro e semplice commento, apprezzamento e non.
Il colmo di cotanta disquisizione su questa foto ÃĻ che alla fine, come da info file, la foto ÃĻ scattata in automatico (non me ne voglia l’autrice, ma per dovere di cronaca)â€Ķâ€Ķâ€Ķâ€Ķâ€Ķâ€Ķe quindi, come immaginavo, di che dosaggio luci-ombre parlavamo? Molto spesso quello che appare non ÃĻ ciÃē che ÃĻâ€Ķâ€Ķ..e guarda caso col digitale tutto diventa facile, come dicevi tu.
Sul tuo riferimento a Bresson sono perfettamente d’accordo e concluderei dicendo che a me invece spesso capita di apprezzare scatti di altri autori e mi verrebbe da dire “mi sarebbe piaciuta averla potuta fare io”.
Un’ultimissima cosa, guardando e riguardando la foto in oggetto, volevo lasciarvi un quesito: ma non vi sembra che la siloutte sfocata sullo sfondo sia ferma? La cosa mi lascia perplessoâ€Ķâ€Ķâ€Ķ..vuoi vedere che alla fine i soggetti posavano? â€Ķâ€Ķâ€Ķmah!
alb.o  [06 āļĄāļ., 2011 āļ—āļĩāđˆ 01:22 ]
Credo che alla fine sia importante il risultato finale che conti, senza ma e senza se... trovo la foto ben riuscita, la sequenza di luci ed ombre aiuta l'occhio dell'osservatore a scorrere gradualmente dal soggetto in primo piano al soggetto in silhouette sullo sfondo... anche a me questo "cosa" sembra scappare fino al metafisico... osservo qualcuno leggere a favore di luce, per un attimo mi stacco da lui e salendo lungo la diagonale mi trovo un secondo soggetto ancor piÃđ astratto del primo, in un gioco di chiari e scuri, luci ed ombre che alternandosi mi cullano nella mia immaginazione... credo che quando il "cosa" proponga argomentazioni, aspetti diversi e sensazioni forti fino addirittura ad emozionare sia senza dubbio un valore aggiunto allo scatto... i Segni da questa foto vengono percepiti dall'osservatore sono diversi secondo l'osservatore (basta leggere i commenti di chi mi ha preceduto) pertanto io lo leggo come un buon segno... anche per me ÃĻ davvero uno scatto meritevole... ciao alb.o
desmoheart  [20 āļĄāļīāļĒ., 2012 āļ—āļĩāđˆ 10:58 ]
Scatto davvero molto emozionate, belle le luci ed il gioco di chiaro scuri che guida l'occhio fino alla silhouette in fondo all'immagine, molto ben riuscito anche il bianco e nero, complimenti.


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